La prestigiosa Fondazione Breakthrough Prize ha assegnato il premio per la Fisica Fondamentale 2026 alle collaborazioni degli esperimenti Muon g-2, riconoscendo il contributo scientifico di tre generazioni di misure del momento magnetico anomalo del muone: l’esperimento condotto al CERN negli anni Settanta, quello realizzato a Brookhaven nei primi anni 2000 e l’esperimento al Fermilab, che ha pubblicato i risultati finali nel giugno 2025. Tali risultati rappresentano la misura più precisa mai realizzata e costituiranno un riferimento per la comunità scientifica negli anni a venire.

Come sottolineato da Marco Incagli, co-spokesperson della collaborazione Muon g-2, il riconoscimento premia "tre generazioni di esperimenti" che hanno progressivamente affinato tecniche e strumenti fino a raggiungere una precisione senza precedenti.
La collaborazione Muon g-2 è composta da 176 ricercatrici e ricercatori appartenenti a 34 istituzioni di 7 Paesi. Il gruppo italiano, costituito da ricercatrici e ricercatori delle Sezioni INFN di Napoli, Pisa, Roma Tor Vergata, Trieste, dei Laboratori Nazionali di Frascati e del CNR-INO di Pisa ha partecipato attivamente all’esperimento e ha ricoperto ruoli di rilievo in diversi ambiti dell’attività sperimentale e di analisi dati. In particolare, il contributo italiano ha riguardato la progettazione e realizzazione di due sistemi chiave per la riduzione dell’incertezza complessiva sulla misura dell’anomalia magnetica del muone: un sistema laser per la calibrazione assoluta dei calorimetri e un magnetometro ottico ad alta sensibilità per la misura dei transienti del campo magnetico. Ulteriori contributi significativi sono stati forniti nell’analisi della frequenza di precessione anomala dello spin del muone e nella valutazione delle relative sistematiche.
I ricercatori della sezione INFN di Napoli Michele Iacovacci e Stefano Mastroianni hanno contribuito fin dall'inizio nella realizzazione dell’elettronica di controllo dei sistemi laser e del sistema di acquisizione dati per la calibrazione dei 1296 sensori dei calorimetri dell’esperimento. Le soluzioni sviluppate hanno garantito la stabilità delle misure sia su scale temporali molto brevi, dell’ordine dei nanosecondi, sia sull’intera durata dei run di presa dati, che si estendono su molti mesi. Il progetto dell’elettronica è stato realizzato con il supporto del Servizio Elettronica e Rivelatori della sezione INFN di Napoli.
Le attività della collaborazione Muon g-2 sono attualmente focalizzate sul miglioramento della misura del momento di dipolo elettrico del muone e sull’indagine di possibili contributi di nuova fisica al suo momento magnetico anomalo.
Partecipano alla collaborazione, per l’Italia, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con le sezioni di Pisa, Trieste, Roma Tor Vergata e Napoli e i Laboratori Nazionali di Frascati, nonché l’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore, l’INO-CNR diPisa e le Università di Trieste, Udine, Roma Tor Vergata, Napoli e Molise.



















